APCI, 8 gennaio 2021 – L’intero comparto della ristorazione sta soffrendo per la situazione di incertezza causata, ancora una volta, dalla mancanza di
chiarezza e di prospettive. Tutti noi abbiamo sempre risposto con
responsabilità alle decisioni del Governo, abbiamo lavorato per garantire
sicurezza ai nostri dipendenti e ai nostri clienti, ci siamo adeguati agli orari e ai giorni di chiusura, al delivery e all’asporto. Ma ora non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di una strategia per il settore e di una visione almeno a medio-termine. Se la situazione sanitaria lo consente, nel rispetto delle regole, lasciateci lavorare e stare aperti, così come sono aperte le atre attività commerciali. Se la situazione non lo consente staremo chiusi, ma dobbiamo avere dei ristori, che tengano presente il lungo sacrificio di mesi senza lavoro. Al Governo e alle Regioni chiediamo di avere indicazioni serie e concrete sul nostro futuro.

Anche oggi giornata cruciale – dichiara Sonia Re, Direttore Generale APCI – in cui l’incertezza è l’elemento che danneggia maggiormente. In balia delle decisioni sul colore del nostro futuro, attoniti dalla totale incapacità di comprendere le logiche complesse che vivono dietro ad un ristorante, e che rendono impossibile aprire e chiudere con prospettive a 24 ore, NON demordiamo nel far sentire la nostra voce. Chiediamo una decisione con le giuste misure finanziarie a supporto. Ma non solo. Ripartiamo cogliendo la rara opportunità di effettuare dei cambiamenti per riscrivere un manifesto
della ristorazione, che superi tutte le incongruenze che il settore si trascinava. Infine, impegniamoci perché l’incremento dei fondi del Recovery-Plan a sostegno del turismo, venga devoluto anche e soprattutto
alla ristorazione, che ne è il perno. Pretendiamo rispetto e responsabilità
in ogni scelta che influisca sulla dignità di ogni singolo cuoco e ristoratore
.”

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