Oggi APCI al fianco di FIPE nel corso dell’assemblea straordinaria
che chiede risposte concrete al Governo e una data certa per le riaperture.

Roma, 13 aprile 2021– Anche APCI ha partecipato oggi a Roma all’assemblea straordinaria di Fipe-Confcommercio, che ha visto presenziare, in maniera pacifica e costruttiva tutte le sigle che operano nel settore dei pubblici esercizi.  Obiettivo comune e condiviso chiedere al governo un programma per la riapertura definitiva delle loro attività, alcune delle quali sistematicamente chiuse da 14 mesi, e una data certa per avviarlo.

Al fianco del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, del Presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, e di molti piccoli imprenditori, anche APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani, che porta avanti da mesi le istanze dei professionisti aderenti alla propria associazione, con una delegazione di cuochi di APCI Lazio.

“Esserci oggi è importante – sottolinea Roberto Carcangiu, Presidente di APCI– per diversi motivi. Dall’alba della democrazia l’unico e più etico modo per fare valere i diritti e le proprie ragioni lo strumento principe è la manifestazione partecipata e cosciente. Quando una categoria di operatori/imprenditori, ma soprattutto cittadini, viene per lungo tempo NON ASCOLTATA dal Sistema Paese, che non propone azioni concrete e coerenti a risolvere le sue istanza, l’unico gesto da fare è creare le condizioni per essere percepiti per numero, volume d’affari, per risonanza tale da generare attenzione. Per questo partecipata ma anche cosciente. Crediamo nel valore assoluto della ragione e del buon pensiero e non nella contrapposizione tout court”.

“Con questa assemblea pubblica in piazza – aggiunge Aldo Cursano, vicepresidente Fipe-Confcommercio – abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro e semplice: noi vogliamo futuro. E questo significa essere messi nelle condizioni di riprendere a lavorare, attraverso la definizione di un cronoprogramma puntuale e soprattutto di nuovi protocolli di sicurezza che chiariscano una volta per tutte in che modo dobbiamo riorganizzare le nostre sale e i nostri spazi. Il Governo ha annunciato di voler accelerare sulla campagna vaccinale. Benissimo. Questa accelerazione dovrà corrispondere anche a una riapertura delle nostre attività, chiuse e riaperte a singhiozzo per decreto, in nome del bene comune. Ma anche i nostri locali sono un bene comune, un servizio ai cittadini qualificato, professionale e, anche per questo, sicuro”.